10 benefici del CBD: cosa dice davvero la ricerca scientifica

Maggio 18, 2023
Ines Vojvodic di ZAMBROS discute i benefici del CBD nel blog di CBD News

Il CBD, o cannabidiolo, è uno dei principali cannabinoidi presenti nella pianta di Cannabis sativa. Negli ultimi anni è diventato oggetto di grande interesse da parte dei consumatori, delle aziende e della comunità scientifica per le sue caratteristiche e per i suoi possibili effetti sull’organismo.

Quando si parla dei benefici del CBD, però, è importante evitare semplificazioni. Non tutti gli effetti attribuiti al cannabidiolo hanno lo stesso livello di evidenza e un prodotto commerciale al CBD non deve essere confuso con un medicinale autorizzato.

In questo approfondimento analizziamo 10 potenziali benefici del CBD, distinguendo ciò che è documentato dalle applicazioni che richiedono ancora ulteriori studi.

Cos’è il CBD e in cosa si differenzia dal THC

CBD e THC appartengono entrambi alla famiglia dei cannabinoidi, ma presentano caratteristiche differenti.

Il THC, o tetraidrocannabinolo, è principalmente conosciuto per i suoi effetti psicotropi. Il CBD, invece, non produce l’alterazione della percezione comunemente associata al THC.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha esaminato le preparazioni considerate a base di CBD puro, rilevando che il cannabidiolo non presenta le tipiche proprietà psicoattive del THC né un evidente potenziale di abuso o dipendenza.

Questo non significa che il CBD sia privo di effetti sull’organismo o che possa essere utilizzato senza attenzione. Il cannabidiolo è una sostanza biologicamente attiva e può interagire con alcuni farmaci.

Come interagisce il CBD con l’organismo

Una parte importante della ricerca riguarda il rapporto tra cannabinoidi e sistema endocannabinoide.

Il sistema endocannabinoide partecipa alla regolazione di numerosi processi fisiologici, tra cui risposta allo stress, percezione del dolore, appetito, memoria, sonno e attività immunitaria.

Il CBD presenta un meccanismo complesso e non agisce semplicemente attivando in modo diretto i recettori cannabinoidi CB1 e CB2. La ricerca sta studiando la sua interazione con differenti recettori, enzimi e sistemi di segnalazione.

È proprio questa complessità a spiegare perché il cannabidiolo venga analizzato in ambiti molto diversi.

1. CBD ed epilessia: l’applicazione meglio documentata

L’ambito nel quale il CBD dispone delle evidenze cliniche più solide è quello di alcune forme rare e gravi di epilessia.

Nell’Unione Europea è autorizzato un medicinale contenente cannabidiolo, denominato Epidyolex, utilizzato sotto controllo medico per specifiche sindromi epilettiche, tra cui la sindrome di Lennox-Gastaut, la sindrome di Dravet e la sclerosi tuberosa.

È fondamentale precisare che si tratta di un medicinale soggetto a prescrizione, con dosaggi e caratteristiche farmaceutiche controllate. Questa applicazione non può essere automaticamente estesa agli oli o agli altri prodotti commerciali al CBD.

Per approfondire è possibile consultare la scheda ufficiale dell’Agenzia europea per i medicinali dedicata a Epidyolex.

2. CBD e risposta allo stress

Uno degli ambiti più studiati riguarda la possibile relazione tra CBD, stress e risposta emotiva.

Alcune ricerche preliminari suggeriscono che il cannabidiolo possa interagire con sistemi coinvolti nella regolazione dello stress, compresa la trasmissione serotoninergica. Tuttavia, i risultati dipendono da dosaggio, modalità di somministrazione, caratteristiche individuali e contesto clinico.

Le evidenze disponibili non permettono di affermare che un comune prodotto al CBD curi ansia o disturbi psicologici. Esiste però un interesse scientifico concreto che giustifica ulteriori studi clinici.

3. Cannabidiolo e qualità del sonno

Molte persone si interessano al CBD nella ricerca di una maggiore sensazione di rilassamento e di una migliore routine serale.

Il rapporto tra CBD e sonno è però complesso. Gli studi disponibili non mostrano risultati uniformi e l’effetto potrebbe cambiare in base alla dose, al momento di utilizzo e alla causa del disturbo del sonno.

In alcuni casi l’eventuale miglioramento può essere collegato indirettamente alla riduzione di fattori che interferiscono con il riposo, come stress o disagio. Non è comunque corretto presentare il CBD come rimedio certo contro l’insonnia.

4. CBD e percezione del dolore

Il possibile ruolo del CBD nella modulazione del dolore rappresenta una delle principali aree di ricerca sui cannabinoidi.

Gli studi sperimentali stanno valutando l’interazione del cannabidiolo con i processi neurologici e infiammatori coinvolti nella percezione dolorosa. Nell’uomo, tuttavia, una parte delle ricerche riguarda preparazioni contenenti sia CBD sia THC, rendendo difficile attribuire gli effetti al solo cannabidiolo.

In Italia, la cannabis per uso medico segue percorsi regolamentati e può essere prescritta esclusivamente in contesti specifici. Il Ministero della Salute distingue chiaramente la cannabis medica, i medicinali autorizzati e le altre tipologie di prodotto. Per maggiori informazioni è disponibile la pagina dedicata all’uso medico della cannabis del Ministero della Salute.

5. Cannabidiolo e processi infiammatori

Il CBD viene studiato anche per la sua possibile influenza su alcuni meccanismi collegati all’infiammazione.

Diversi risultati preclinici, ottenuti soprattutto in laboratorio o su modelli animali, indicano un possibile effetto su mediatori e vie cellulari coinvolte nella risposta infiammatoria.

Questi risultati sono interessanti, ma non equivalgono automaticamente alla dimostrazione di efficacia clinica nell’uomo. Sono necessari studi più ampi e controllati prima di associare il CBD al trattamento di specifiche patologie infiammatorie.

6. CBD e recupero dopo l’attività fisica

Negli ultimi anni il cannabidiolo ha attirato l’attenzione anche nel mondo dello sport e del recupero fisico.

Alcuni sportivi inseriscono prodotti al CBD nelle proprie routine di benessere, soprattutto per la ricerca di rilassamento dopo l’allenamento. Tuttavia, le prove cliniche sui suoi effetti diretti sul recupero muscolare sono ancora limitate.

Un dato importante è che il cannabidiolo non è più incluso tra le sostanze proibite dalla World Anti-Doping Agency. Restano però vietati gli altri cannabinoidi durante le competizioni e un prodotto contaminato da THC potrebbe esporre un atleta a conseguenze indesiderate.

Per questo motivo sono fondamentali analisi di laboratorio, tracciabilità e controllo della composizione.

7. CBD e salute della pelle

Il sistema endocannabinoide è presente anche a livello cutaneo e partecipa a diversi meccanismi di equilibrio della pelle.

La ricerca sta esaminando il possibile impiego topico del CBD in relazione a produzione di sebo, sensibilità e processi infiammatori cutanei. Gran parte delle evidenze disponibili deriva ancora da studi preclinici o da sperimentazioni di dimensioni ridotte.

Il CBD non deve quindi essere presentato come trattamento per acne, eczema o altre patologie dermatologiche. In presenza di problemi cutanei è opportuno rivolgersi a un dermatologo.

8. CBD e sistema nervoso

Il cannabidiolo è oggetto di studi relativi al sistema nervoso per le sue interazioni con diversi sistemi di segnalazione neuronale.

Oltre all’impiego farmaceutico riconosciuto in alcune forme di epilessia, la ricerca sta valutando il possibile ruolo del CBD in altri ambiti neurologici. Per molte condizioni, però, i risultati sono ancora preliminari o non conclusivi.

È quindi scorretto affermare che il CBD protegga in generale il cervello o curi malattie neurodegenerative. È più preciso parlare di una molecola di interesse per la ricerca neurologica.

9. CBD e benessere quotidiano

Al di fuori dell’ambito medico, molte persone scelgono prodotti al CBD come parte di una routine personale orientata al rilassamento e al benessere.

L’esperienza può variare sensibilmente da persona a persona. Concentrazione, composizione, qualità delle materie prime e risposta individuale possono influenzare la percezione del prodotto.

Per conoscere meglio la differenza tra formulazioni e caratteristiche puoi leggere il nostro approfondimento dedicato all’olio di CBD isolato Zambros.

10. CBD e ricerca futura

Uno dei principali “benefici” del crescente interesse verso il CBD è l’accelerazione della ricerca scientifica sui cannabinoidi e sul sistema endocannabinoide.

Nuovi studi potranno chiarire:

  • quali applicazioni siano realmente efficaci;
  • quali dosaggi risultino appropriati;
  • quali persone possano rispondere meglio;
  • quali siano le interazioni farmacologiche;
  • quali effetti possano manifestarsi nel lungo periodo.

La ricerca sul cannabidiolo è in evoluzione e alcune delle convinzioni oggi diffuse potrebbero essere confermate, ridimensionate o smentite da nuove evidenze.

Qualità e trasparenza nella scelta di un prodotto al CBD

Quando si valuta un prodotto al CBD è importante non concentrarsi soltanto sulla percentuale dichiarata.

Gli aspetti da verificare comprendono:

  • provenienza delle materie prime;
  • composizione completa;
  • concentrazione dichiarata di CBD;
  • presenza o assenza di THC;
  • analisi effettuate da laboratori qualificati;
  • tracciabilità del lotto;
  • chiarezza delle informazioni fornite dal produttore.

Zambros nasce in Lombardia con un approccio orientato alla cura del processo, alla selezione delle materie prime e alla trasparenza. Sul sito puoi approfondire il mondo del CBD a Milano, Monza e in Lombardia e conoscere il progetto Zambros.

Il CBD è sicuro? Effetti indesiderati e interazioni

Il fatto che il CBD non produca gli effetti psicotropi tipici del THC non significa che sia automaticamente adatto a tutti.

Il cannabidiolo può provocare effetti indesiderati e può modificare il metabolismo di alcuni medicinali. Particolare attenzione è necessaria in caso di:

  • terapie farmacologiche;
  • patologie epatiche;
  • gravidanza o allattamento;
  • utilizzo da parte di minori;
  • condizioni mediche già diagnosticate.

Chi assume farmaci o presenta problemi di salute dovrebbe consultare il medico o il farmacista prima di utilizzare prodotti contenenti CBD.

Conclusioni sui 10 benefici del CBD

Il cannabidiolo è una sostanza complessa e scientificamente interessante. Esistono applicazioni farmaceutiche riconosciute, soprattutto nel trattamento di specifiche forme di epilessia, e numerosi altri ambiti nei quali la ricerca sta proseguendo.

Parlare dei benefici del CBD richiede quindi equilibrio: non bisogna ignorare le evidenze disponibili, ma nemmeno trasformare risultati preliminari in promesse terapeutiche.

La qualità dell’informazione è importante quanto la qualità del prodotto. Conoscere la differenza tra ricerca, medicina e benessere commerciale permette di avvicinarsi al CBD in modo più consapevole.

Fonti autorevoli

  1. Organizzazione Mondiale della Sanità – Cannabidiol Critical Review Report
  2. European Medicines Agency – Epidyolex
  3. Ministero della Salute – Uso medico della cannabis

Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità esclusivamente divulgativa e non sostituiscono il parere di un medico o di un altro professionista sanitario.

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